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	<title>Hurricane_53</title>
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		Freedom fighter
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  <updated>2012-05-17T19:07:30Z</updated>

    
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        <title type="html"><![CDATA[Prostituzione …]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  <p style="text-align: justify"><img id="il_fi" alt="" width="455" height="303" style="padding-bottom: 8px; padding-right: 8px; padding-top: 8px" src="http://www.gazzettino.it/MsgrNews/HIGH/20100813_prostitute02.jpg" /></p>
<div style="text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; background: white"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="color: black">Donne obbligate a prostituirsi, schiave contro la propria volont&agrave;, oggetti di propriet&agrave; da vendere o mettere in palio. Ragazze minorenni gettate nel mondo del sesso a pagamento e costrette ad abortire quando capita &ldquo;l&rsquo;incidente&rdquo;. Due casi di cronaca riportano l&rsquo;attenzione sul tema della violenza nel mondo della prostituzione. (&hellip;)</span></span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; background: white"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman"><b><span style="color: black">Il mercato del sesso in Italia si trova in un limbo tra legalit&agrave; e proibizione.</span></b><span style="color: black"> La legge non punisce penalmente la prostituzione, ma condanna il favoreggiamento, l&rsquo;induzione, lo sfruttamento, la prostituzione minorile. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Delle 50-70 mila prostitute presenti in Italia (dati del 2010 forniti dalla commissione affari sociali della Camera), il 65% esercita in strada, una percentuale che oscilla tra il 5 e il 10% &egrave; vittima dello sfruttamento e le minorenni sarebbero addirittura tra il 10 e il 20% (dati del Gruppo Abele di don Ciotti). Il numero dei reati subiti dalle prostitute, al netto di sfruttamento e violenze da parte dei &ldquo;papponi&rdquo;, &egrave; impressionante: furti, rapine, pestaggi, stupri, omicidi. Non esiste un dato aggregato, ma anche solo guardando le notizie di cronaca nera &ndash; e molti reati non vengono denunciati e quindi scoperti - emerge una situazione preoccupante. Anche da un punto di vista sanitario la mancanza di controlli crea numerosi problemi: su nove milioni di clienti, un&rsquo;ampia maggioranza chiede di non usare il preservativo (addirittura l&rsquo;80% secondo i dati del Gruppo Abele). E tra le prostitute, specie a seguito dell&rsquo;ingresso nel mercato di moltissime stranieri irregolari, aumentano i casi di Hiv, senza contare le malattie sessualmente trasmissibili meno gravi ma pi&ugrave; diffuse.</span></span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; background: white"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman"><b><span style="color: black">Per far fronte ai problemi di sfruttamento, criminalit&agrave;, degrado urbano</span></b><span style="color: black"> e allarme sanitario, altri Stati europei hanno adottato un modello &ldquo;regolamentari sta&rdquo; della prostituzione. Il caso pi&ugrave; noto &egrave; quello dell&rsquo;Olanda. Qui la prostituzione non &egrave; mai stata penalmente perseguibile, ma dal 2000 &egrave; divenuta un&rsquo;attivit&agrave; perfettamente legalizzata ed &egrave; diventato legale anche aprire &ldquo;case di tolleranza&rdquo;. Le prostitute devono aver compiuto i 18 anni di et&agrave; e devono essere residenti regolarmente in Olanda. L&rsquo;attivit&agrave; viene controllata dalla polizia, dal fisco e dai servizi sanitari. I comuni decidono quali zone adibire all&rsquo;esercizio della prostituzione e la polizia le presidia per evitare episodi di microcriminalit&agrave;. Ad esercitare in strada &egrave; una esigua minoranza (meno del 5%). Non tutto funziona perfettamente, l&rsquo;attivit&agrave; per sua natura &egrave; difficile da regolamentare, specie ai fini fiscali. Sacche di sfruttamento permangono, ma potendosi concentrare su queste l&rsquo;attivit&agrave; di polizia &egrave; pi&ugrave; efficace.</span></span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; background: white"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman"><b><span style="color: black">Anche la Spagna, paese di tradizione cattolica come l&rsquo;Italia</span></b><span style="color: black">, ha regolamentato il mercato del sesso, anche se con qualche ripensamento. Nel 1995 il governo socialista di Felipe Gonzalez Marquez decise la depenalizzazione delle attivit&agrave; collaterali alla prostituzione, creando di fatto una situazione di tolleranza anche per i bordelli. Nel 2003 il governo popolare di Felipe Aznar cancell&ograve; la depenalizzazione, ma molte autonomie locali decisero di proseguire il percorso iniziato nel 1995 provvedendo a regolamentare lo svolgimento dell&rsquo;attivit&agrave; al chiuso. Oggi in Spagna da un lato si cerca di contrastare la prostituzione su strada (&hellip;), dall&rsquo;altro si vanno diffondendo locali a luci rosse, noti come &ldquo;casas de alterne&rdquo; o &ldquo;club&rdquo;. A Valencia, notizia recente, una scuola per prostitute (l&rsquo;Academia del placer) ha lanciato lo slogan &ldquo;Se sei giovane e non trovi lavoro, diventa prostituta&rdquo;, facendo nascere una polemica. In ogni caso, nei &ldquo;club&rdquo; l&rsquo;uso del preservativo &egrave; obbligatorio e sono garantiti controlli di ordine pubblico e di carattere sanitario. Rimangono per&ograve; dei problemi di evasione fiscale e sporadici fenomeni di &ldquo;tratta&rdquo; di esseri umani.</span></span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; background: white"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman"><b><span style="color: black">Il paese con il maggior numero di prostitute in Europa</span></b><span style="color: black">, secondo le stime, &egrave; la Germania dove sono circa 400mila. Nel 2002 &egrave; stato depenalizzato il favoreggiamento, e la prostituzione &egrave; stata equiparata a un qualsiasi altro lavoro. Chi si prostituisce pu&ograve; scegliere un inquadramento da lavoratore autonomo o dipendente, deve pagare le imposte sul reddito e l&rsquo;Iva, e le case di appuntamenti sono imprese registrate. Sono obbligatori i controlli sanitari e l&rsquo;uso del preservativo. Visto il numero elevato di soggetti coinvolti nel mondo della prostituzione rimangono problemi di attuazione della legge, e i pagamenti in contanti favoriscono l&rsquo;evasione. Per questo alcune amministrazioni locali chiedono come tassa una somma forfettaria. I comuni hanno inoltre la facolt&agrave; di vietare la prostituzione in specifiche aree.</span></span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; background: white"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman"><b><span style="color: black">Oltre a questi, altri Stati in Europa (Ungheria, Austria, Grecia,</span></b><span style="color: black"> Lettonia, Svizzera e &ndash; in parte &ndash; l&rsquo;Inghilterra) hanno adottato diverse forme di regolamentazione. Diametralmente opposto l&rsquo;approccio alla prostituzione nei paesi scandinavi, noto anche come modello &ldquo;neo-proibizionista&rdquo;. Nato in Svezia nel 1999, e successivamente adottato da Islanda prima e Norvegia poi (2009), si fonda sull&rsquo;idea che la prostituzione &egrave; sempre una violenza dell&rsquo;uomo sulla donna, anche quando questa afferma di essere consenziente. La conseguenza &egrave; la criminalizzazione del cliente e non della prostituta (come invece accade in molti Stati dell&rsquo;est Europa), anche attraverso un forte stigma sociale: chi viene sorpreso a ricercare sesso a pagamento viene pedinato e fotografato, gli viene spedita una lettera a casa e al processo viene fatto sedere al fianco degli eventuali sfruttatori, per fargli capire da che parte ha deciso di stare. Questa politica repressiva sembra funzionare, anche perch&eacute; gode dell&rsquo;appoggio di quasi l&rsquo;80% dei cittadini (che a proposito si sono espressi in ben 5 referendum): il fenomeno della prostituzione &egrave; praticamente scomparso, spostandosi negli Stati vicini.</span></span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; background: white"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman"><b><span style="color: black">Quale che sia il modello che si decide di scegliere, regolamentarista</span></b><span style="color: black"> o neo-proibizionista, di sicuro va accantonato quello attualmente in vigore in Italia (chiamato &ldquo;abolizionista&rdquo;). Il prezzo che viene pagato alla criminalit&agrave;, alla violenza, al degrado e alla diffusione delle malattie &egrave; molto pi&ugrave; alto che non dove si &egrave; deciso di operare una scelta netta. Certo, da un lato il modello regolamentarista trova un ostacolo quasi insormontabile nell&rsquo;opposizione della Chiesa e nella &ldquo;morale pubblica&rdquo; italiana. Dall&rsquo;altro il modello neo-proibizionista si scontra col fatto che i paesi scandinavi hanno una cultura e un tessuto sociale non comparabili all&rsquo;Italia. Senza contare che il numero di italiani che hanno rapporti sessuali regolari con prostitute (per passare alla &ldquo;morale privata&rdquo;) &egrave; uguale al numero degli svedesi. Di tutti gli svedesi: 9 milioni.</span></span></span></div>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="line-height: 115%; color: black">Tommaso Canetta L&rsquo;Inkiesta</span></span></span><span style="line-height: 115%; color: black; font-size: 12pt"><br />
<br />
</span></p>
				]]>
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        <published>2012-05-17T20:00:00Z</published>
        <updated>2012-05-17T20:00:00Z</updated>
        
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        <title type="html"><![CDATA[La Russia sta per acquistare la licenza per produrre blindati italiani – La Pravda Ru – Traduzione Hurricane 53]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  <p><span id="1337263805064S" style="display: none">&nbsp;</span><strong><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="display: none"><img id="il_fi" alt="" width="631" height="384" style="padding-bottom: 8px; padding-right: 8px; padding-top: 8px" src="http://digilander.libero.it/unucisanremo/centauro.gif" /></span></span></span></strong></p>
<div style="line-height: 14.4pt; background: white"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="color: black">La Russia potrebbe acquistare dall'Italia la licenza per la produzione dei blindati Centauro. In Russia sono gi&agrave; in corso i test sui mezzi. </span></span></span></div>
<div style="line-height: 14.4pt; background: white"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">&nbsp;</span></span></div>
<div style="line-height: 14.4pt; background: white"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="color: black">I blindati in questione sono prodotti dalla CIO &ndash; un&rsquo;azienda creata da Oto Melara e Iveco. L&rsquo;Italia possiede 400 blindati Centauro nelle sue forze armate. La velocit&agrave; massima, che i blindati Centauro possono sviluppare, raggiungono i 100 km/ora. Secondo l&rsquo;Izvestia, oltre ad un cannone da 120 millimetri, il blindato &egrave; munito da due mitragliatrici da 7.62 millimetri. </span></span></span></div>
<div style="line-height: 14.4pt; background: white"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">&nbsp;</span></span></div>
<div style="line-height: 14.4pt; background: white"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="color: black">Un portavoce dell&rsquo;Oto Melara ha affermato che, in effetti, l'azienda potrebbe vendere l'autorizzazione per la produzione dei blindati Centauro in Russia. Due autoblindo Centauro gi&agrave; sono stati inviati in Russia. I mezzi sono giunti al porto &nbsp;di Novorossiisk ed attualmente stanno subendo i test nella regione di Mosca. </span></span></span></div>
<div style="line-height: 14.4pt; background: white"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">&nbsp;</span></span></div>
<div style="line-height: 14.4pt; background: white"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="color: black">In precedenza Dmitry Rogozin ha dichiarato che la Russia stava progettando di lanciare la produzione in serie dei nuovi carri armati Armata entro il 2015. Alla fine di aprile, Rogozin ha dichiarato che la Russia stava iniziando l&rsquo;acquisto di tecnologie piuttosto che hardware militare da alti paesi.</span></span></span></div>
<div style="line-height: 14.4pt; background: white"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">&nbsp;</span></span></div>
<div style="line-height: 14.4pt; background: white"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="color: black">Pravda Ru - Traduzione Hurricane 53 </span></span></span></div>
<div><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">&nbsp;</span></span></div>
<div><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">http://english.pravda.ru/news/russia/12-05-2012/121097-russia_italian_tanks-0/</span></span></div>
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        <published>2012-05-17T17:00:00Z</published>
        <updated>2012-05-17T17:00:00Z</updated>
        
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        <title type="html"><![CDATA[Le scuse per non fare sesso]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  <p><img id="il_fi" src="http://news.abc24.it/uploads/e6367dc504b2527ea59c7c1a3abb20190b876bc8.jpg" width="400" height="302" style="padding-bottom: 8px; padding-right: 8px; padding-top: 8px" alt="" />&nbsp;</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">Se proprio non hai voglia di intimit&agrave; e non vuoi offendere il tuo partner, meglio ricorrere a una mezza verit&agrave;. Chiarito che <span id="lw_1336032660_0" class="yshortcuts">mal di testa</span> e stanchezza accomunano l&rsquo;uomo e la <span id="lw_1336032660_1" class="yshortcuts">donna</span> nell&rsquo;arte di dire bugie a letto, vi sono altre <span id="lw_1336032660_2" class="yshortcuts">scuse</span> abbastanza reali da utilizzare per evitare di giungere svogliatamente al momento <span id="lw_1336032660_3" class="yshortcuts">clou</span>.</font></p>
<h2 align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">Le scuse delle donne</font></h2>
<p align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">Se un tempo la donna si appellava alle fatidiche <span id="lw_1336032660_4" class="yshortcuts">mestruazioni</span> e di <span id="lw_1336032660_5" class="yshortcuts">fronte</span> a tale stato fisico,&nbsp; nessun uomo osava controbattere e rimaneva inerme di fronte a tale dato di fatto; oggi la <span id="lw_1336032660_6" class="yshortcuts">scusa</span> non regge pi&ugrave;: i signori maschietti hanno capito che &egrave; impossibile avere il ciclo ogni settimana. Cos&igrave;, sfatato il mito del ciclo a convenienza, ne viene meno un altro: &ldquo;Ho dimenticato di prendere la pillola&rdquo;, la risposta risiede in altri <span id="lw_1336032660_7" class="yshortcuts">metodi contraccettivi</span>. Inutile allora ripiegare su sorelle/fratelli/suoceri/genitori nella stanza a fianco, sarebbe come interrompere un rapporto fisico solo perch&eacute; il cane ti fissa&hellip; Tra le scuse migliori delle donne, troviamo:</font></p>
<ul>
    <li>
    <div align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">Mancata depilazione: &ldquo;Non ho fatto la ceretta, mi vergogno.&rdquo; </font></div>
    </li>
    <li>
    <div align="justify"><font face="Times New Roman"><font size="3"><span id="lw_1336032660_8" class="yshortcuts">Appetito</span>: &ldquo;Non ho energia, ho mangiato cos&igrave; poco oggi./ Mi sono abbuffata, non sfiorarmi!&rdquo; </font></font></div>
    </li>
    <li>
    <div align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">L&rsquo;ovulazione: &ldquo;Sono al 14&deg;giorno, &egrave; pericoloso, potrei rimanere incinta!&rdquo; </font></div>
    </li>
    <li>
    <div align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">Malattie veneree e infiammatorie: &ldquo;Ho la candida, che fastidio!&rdquo; </font></div>
    </li>
    <li>
    <div align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">L&rsquo;umore: &ldquo;Non sono dell&rsquo;umore giusto!&rdquo; </font></div>
    </li>
    <li>
    <div align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">L&rsquo;attesa aumenta il desiderio: &ldquo;Aspetta e sarai ricompensato!&rdquo; </font></div>
    </li>
    <li>
    <div align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">Il parrucchiere: &ldquo;Ho fatto la piega, non vorrai mica sgualcirla?&rdquo; </font></div>
    </li>
    <li>
    <div align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">Vita familiare: &ldquo;Ci sono i bambini di l&agrave;, potrebbero sentirci.&rdquo; </font></div>
    </li>
    <li>
    <div align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">Le amiche: &ldquo;Devo scappare, le mie amiche mi stanno aspettando!&rdquo; </font></div>
    </li>
    <li>
    <div align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">Stato fisico: &ldquo;Mi sento gonfia!&rdquo; </font></div>
    </li>
</ul>
<h2 align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">Il sondaggio inglese</font></h2>
<p align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">Secondo un sondaggio realizzato dal sito britannico OnePoll.com e condotto su un campione di 4.000 intervistati, nel Regno Unito tra le scuse pi&ugrave; gettonate per non fare l&rsquo;amore figurano stanchezza e mancanza di desiderio, con sette intervistati su dieci che hanno ammesso di arrivare troppo stanchi la sera per darsi alle gioie del sesso.&nbsp;Il sempreverde &ldquo;mal di testa&rdquo; si piazza &ldquo;solo&rdquo; al terzo posto della classifica, utilizzato dal 27% dei maschi (1). Situazione analoga in Italia dove la crisi e lo stress uccidono la libido. E quando il pensiero delle rate del mutuo e le bollette accompagnano l&rsquo;uomo fin in camera da letto, la bugia &egrave; necessaria e un uomo su cinque vi ricorre abitualmente.</font></p>
<h2 align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">Le dieci scuse per non fare sesso</font></h2>
<p align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">Le dieci scuse pi&ugrave; utilizzate per non fare sesso sono a tratti scontate e banali. Scuse diffuse che giustificano la nascita di stereotipi quali il mal di testa e gli acciacchi fisici improvvisi.</font></p>
<ol>
    <li>
    <div align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">Sono stanco/stanca. </font></div>
    </li>
    <li>
    <div align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">Non ho voglia. </font></div>
    </li>
    <li>
    <div align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">Ho mal di testa. </font></div>
    </li>
    <li>
    <div align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">Devo alzarmi presto domani. </font></div>
    </li>
    <li>
    <div align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">Sono preoccupato/preoccupata per questioni di lavoro. </font></div>
    </li>
    <li>
    <div align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">Mi innervosisci. </font></div>
    </li>
    <li>
    <div align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">Ho sentito il bambino agitarsi. </font></div>
    </li>
    <li>
    <div align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">Dovresti farti una doccia. </font></div>
    </li>
    <li>
    <div align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">Ho mal di schiena. </font></div>
    </li>
    <li>
    <div align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">Non ci conosciamo abbastanza. </font></div>
    </li>
</ol>
<h2 align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">Anche gli uomini dicono le balle</font></h2>
<p align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">Se eravamo abituate a donne pronte a menzogne a fin di bene, a sorpresa scopriamo un universo maschile sempre pi&ugrave; disposto a bruciare calorie davanti a una partita alla playstation che non con la propria donna. Ecco alcuni esempi del giustificazionismo maschile:</font></p>
<ul>
    <li>
    <div align="justify"><font face="Times New Roman"><font size="3"><strong>&nbsp;</strong>La squadra del cuore: &ldquo;Oggi gioca la Juve!&rdquo; </font></font></div>
    </li>
    <li>
    <div align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">Avere sonno: &ldquo;Scusa, amore, ho troppo sonno stanotte.&rdquo; </font></div>
    </li>
    <li>
    <div align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">L&rsquo;insonnia: &ldquo;Se mi ecciti, non riuscir&ograve; a prender sonno!&rdquo; </font></div>
    </li>
    <li>
    <div align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">Fingere di dormire gi&agrave;. </font></div>
    </li>
    <li>
    <div align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">La fretta: &ldquo;Perdonami, sono di corsa.&rdquo; </font></div>
    </li>
    <li>
    <div align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">Il cibo: &ldquo;Tutta colpa delle tua cena, mi &egrave; rimasta sullo stomaco!&rdquo; </font></div>
    </li>
    <li>
    <div align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">La contraccezione: &ldquo;Ho finito i preservativi!&rdquo; </font></div>
    </li>
    <li>
    <div align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">Il lavoro: &ldquo;Lavoro troppo in questo periodo&rdquo;. </font></div>
    </li>
    <li>
    <div align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">I malanni delle 4 stagioni: &ldquo;Sto male!&rdquo; </font></div>
    </li>
    <li>
    <div align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">Il risveglio: &ldquo;Devo alzarmi presto domani!&rdquo; </font></div>
    </li>
</ul>
<h2 align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">Casual sex: sesso al primo appuntamento?</font></h2>
<p align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">Se al momento di passare ai fatti, l&rsquo;uomo si tira indietro, per farlo deve avere le sue buone ragioni. Ecco che d&rsquo;incanto fioccano stati sentimentali finti: &ldquo;Sono fidanzato&rdquo;, &ldquo;Sto per sposarmi&rdquo;, &ldquo;Siamo in crisi ma non mi sento di tradirla, &egrave; una cos&igrave; brava persona&rdquo;. Se di fronte avete una donna agguerrita e pronta a passare anche sul corpo della tua fantomatica compagna (vera o finta che sia), beh, la scusa pi&ugrave; efficace? La terribile confessione: &ldquo;Sono gay&rdquo;, di fronte a un outing del genere, la spasimante si metter&agrave; il cuore in pace. La donna, invece, potr&agrave; giocare la carta della verginit&agrave; e rincarare la dose con la clausola &ldquo;fino al matrimonio&rdquo;. Bisogna, per&ograve;, essere credibili e non aver gi&agrave; fatto sesso con lui o con uno dei suoi amici. Se invece, per qualche miracoloso scrupolo di coscienza, deciderete di essere sinceri, baster&agrave; dire: &ldquo;No, guarda, non mi va di farlo, ci siamo appena conosciuti!&rdquo;. Attenzione dietro al &ldquo;non ho preservativi&rdquo; la verit&agrave; potrebbe essere tutt&rsquo;altra: &ldquo;Ne ho sempre due o tre dietro, ma oggi non sono psicologicamente/ fisicamente pronto!&rdquo;.</font></p>
<h2 align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">Chi &egrave; pi&ugrave; bugiardo a letto? </font></h2>
<p align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">Nel campionato delle scuse, stando all&rsquo;indagine di OnePoll, vincono gli uomini ma il primato della creativit&agrave; va alle donne. Il 27% degli uomini intervistati ha ammesso di inventare scuse per sottrarsi all&rsquo;amplesso amoroso a dispetto del &ldquo;misero&rdquo; 18% femminile. La situazione cambia in suolo francese, dove uno studio realizzato dall&rsquo;Institut Lilly e Ifop nel 2010, ha rivelato che circa un quarto dei francesi, ben il 24%, inventa scuse pur di non fare sesso; le donne, a sorpresa, pare abbiano il naso pi&ugrave; lungo: il 33% di loro rispetto al 15% degli uomini dice menzogne. A unire i due sondaggi, un&rsquo;amara conclusione: in Inghilterra un uomo su tre ha affermato di non avere pi&ugrave; voglia della propria compagna e una donna su cinque &egrave; gi&agrave; stanca del proprio partner. In Francia la situazione &egrave; pi&ugrave; critica: un intervistato su due, il 49%, ha ammesso che la scusa &egrave; legata a una seria e minacciosa mancanza di desiderio. Un problema pi&ugrave; femminile (53% delle donne contro il 44% degli uomini) che maschile. Ricordiamoci, infine, che le donne sono anche le maestre indiscusse in un&rsquo;altra occasione: fingere l&rsquo;orgasmo, cosa che raramente riesce al partner.</font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">Aldil&agrave; dei pretesti per non farlo, il suggerimento &egrave; uno: evita le bugie; se proprio non hai voglia, parlane con la tua met&agrave; che sar&agrave; comprensiva e magari si impegner&agrave; per fare in modo che situazioni del genere non si ripetano.</font></p>
<p align="justify"><font size="3" face="Times New Roman">In fondo nella coppia, se il tuo lui o la tua lei ti fa perdere la testa, non servono scuse. Come dire, meno scuse, pi&ugrave; sesso ma se proprio devi dire una bugia, allora dilla grossa e aguzza l&rsquo;ingegno!<br />
<br />
Alessandra Brafa Doctissimo<br />
</font>
<p>&nbsp;</p>
</p>
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        <published>2012-05-17T14:00:00Z</published>
        <updated>2012-05-17T14:00:00Z</updated>
        
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        <title type="html"><![CDATA[Otto ammissioni ... agghiaccianti ]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  <p><img id="il_fi" src="http://us.123rf.com/400wm/400/400/tlorna/tlorna0912/tlorna091200004/6095924-avidita-imprenditore-di-mangiare-il-denaro-uomo-mangiare-dollari-nel-display-di-avarizia-isolated-on.jpg" width="400" height="321" style="padding-bottom: 8px; padding-right: 8px; padding-top: 8px" alt="" /></p>
<p><strong><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">Finanza avida</span></span></strong></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">Ci sono cose nel subconscio che nessuno vuole ammettere perch&eacute; sono troppo penose da confessare. Azioni che abbiamo fatto e che non ammettiamo di averle fatte neanche a noi stessi. Anche nel nostro subconscio finanziario collettivo ci sono cose che nessuno vuole ammettere apertamente: </span></span></p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">1. Che il debito pubblico non sar&agrave; mai rimborsato n&eacute; per capitali n&eacute; per interessi, sicch&eacute; questi ultimi continueranno a capitalizzarsi in una sorta di catena di Sant'Antonio. Gli interessi sui vecchi debiti cio&egrave; possono essere pagati solo allargando la platea dei nuovi creditori: quello che gli americani chiamano un Ponzi Scheme. </span></span></p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">2. Che gli enormi stimoli keynesiani prima o poi faranno ripartire l'inflazione e sar&agrave; un inflazione alla Weimar. </span></span></p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">3. Che la comunit&agrave; bancaria e finanziaria &egrave; rimasta avida, rapace e in parte corrotta come prima della crisi, per cui nulla &egrave; stato fatto per evitare una nuova crisi della finanza e dell'economia ancora pi&ugrave; grave di quella precedente. </span></span></p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">4. Che il sistema monetario si basa su una moneta creata senza supporto reale e quindi ad libitum dai banchieri centrali. Ci&ograve; costituisce la pi&ugrave; grande frode di tutti i tempi, poich&eacute; quello che costa tanto a tutti noi, costa nulla alle banche centrali. </span></span></p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">5. Che le banche centrali sono banche create dalle banche e per le banche, per cui, per prima cosa, in caso di crisi finanziaria, non si interessano dei cittadini, ma delle banche. </span></span></p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">6. Che il mondo Occidentale &egrave; condannato dal basso tasso di fertilit&agrave; delle donne occidentali, per cui il sistema pensionistico, in presenza di arretramento demografico e dell'allungamento della vita media, &egrave; di fatto fallito. </span></span></p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">7. Che la Cina e gli altri paesi emergenti sono destinati a cambiare il modo in cui noi lavoriamo, produciamo, consumiamo e investiamo. Infatti questi paesi funzionano ad un quinto o ad un decimo dei nostri costi per cui l'Occidente &egrave; fuori mercato ed &egrave; gi&agrave; fallito. </span></span></p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">8. Che la risposta a troppo debito non pu&ograve; essere ancora altro debito che &egrave; stata di fatto l'unica ricetta applicata in questi ultimi anni per reagire alla crisi economica. Di altre riforme si &egrave; parlato, ma non si sono viste.</span></span></p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">Francesco Arcucci*<b>&nbsp;</b> Italia Oggi</span></span></p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">*<strong>Francesco Arcucci</strong> vive fra Milano (dove ha la Cattedra di Economia degli Scambi Internazionali all&rsquo;Universit&agrave;), Lugano (dove ha uno studio di analisi sui mercati finanziari) e gli Stati Uniti. Ha rivestito numerosi incarichi presso istituzioni italiane e straniere. E&rsquo; anche consigliere di amministrazione di banche in Italia e all&rsquo;estero. Svolge un&rsquo;intensa attivit&agrave; pubblicistica e collabora con &ldquo;la Repubblica&rdquo;.</span></span></p>
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        <published>2012-05-17T10:00:00Z</published>
        <updated>2012-05-17T10:00:00Z</updated>
        
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        <title type="html"><![CDATA[I barbari dello spread]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  <p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman"><img id="il_fi" src="http://www.ilfoglio.it/media/uploads/2011/spread%20grafico%20monti.JPG" style="padding-bottom: 8px; width: 622px; padding-right: 8px; height: 338px; padding-top: 8px" alt="" /></span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">Mentre le forze politiche invocano lo sviluppo e implorano di non limitarsi al rigore, salvo non dire nulla di sensato su come si possa ottenere un simile risultato e, per giunta, continuando ad appoggiare un governo che fa l&rsquo;opposto, il nuovo dittatore, lo spread, fa sentire la sua prorompente vitalit&agrave;, scorrazzando indisturbato e comprensibilmente incurante del chiacchiericcio. Da destra a sinistra, da sopra a sotto il dimenarsi &egrave; inconcludente perch&eacute; tutto interno ad un modello culturale sbagliato, quello secondo cui per rilanciare il mercato ci vuole pi&ugrave; Stato. Sicch&eacute;, incapaci di pensare il futuro diverso dal passato, si beccano le scudisciate di uno spread che prima fu invocato come causa pi&ugrave; che sufficiente per cambiare governo, poi si pretende di trascurarlo laddove indica quel che sarebbe opportuno: far dimagrire lo Stato, diminuire la spesa pubblica e abbattere il debito collettivo.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">Il governo, auspicabilmente politico e regolare, ma va bene anche quello tecnico e commissariale, dovrebbe piantarla di pensare alla tassazione del patrimonio privato e dedicarsi alla dismissione di quello pubblico. Da l&igrave; verrebbero risorse aggiuntive, con le quali abbattere il debito (abbattendone il costo) e rilanciare gli investimenti pubblici nelle infrastrutture. Quei soldi non dovranno in nessun caso essere l&rsquo;alibi per mantenere inalterata la spesa pubblica corrente, che non solo va tagliata in modo significativo, ma che, in molti casi, pi&ugrave; la si taglia pi&ugrave; migliora la qualit&agrave; del servizio (abbiamo gi&agrave; fatto tanti esempi, su scuola, giustizia e sanit&agrave;). Questa &egrave; l&rsquo;unica strada che vedo per conciliare rigore e crescita, perch&eacute; porta a minore spesa e minore prelievo fiscale. Sarebbe bello sapere cosa ne pensano i tanti che, oramai, ripetono a pappagallo formulette senza senso.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">Assisto con fastidio allo stagnare intellettuale di chi se la prende con lo spread al pari del prendersela con gli dei capricciosi, i quali avevano la fenomenale caratteristica di non esistere, in un trionfo della superstizione. Sono i barbari dello spread. E vedo con timore il lievitare di una falsa soluzione, che vorrebbe chiudere con l&rsquo;era del &ldquo;liberismo selvaggio&rdquo; (ma quando mai c&rsquo;&egrave; stata?), per chiedere allo Stato di rimediare ai fallimenti del mercato. Strada suicida, perch&eacute; quello cui assistiamo &egrave; l&rsquo;opposto: il fallimento dello Stato che tassa e spende e il fallimento di quello che non c&rsquo;&egrave;, vale a dire quello europeo.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">La signora Merkel &egrave; stata prima ossequiata e adorata (ricordate il vanto: &ldquo;sono il pi&ugrave; tedesco degli economisti italiani&rdquo;?), poi adottata quale causa di tutti i mali. In realt&agrave; ella si trova nella condizione di forza negoziale che le deriva dal come sono strutturati i trattati europei, e nella condizione di debolezza culturale di chi governa in Europa senza aver vissuto la storia, anche dolorosa, della sua nascita e sviluppo. Questo duplice volto rappresenta un problema politico collettivo, non risolvibile certo con le elezioni locali tedesche, ma che rimane al di sopra di una classe dirigente nana, in Italia come in altre parti d&rsquo;Europa, che assiste senza fiatare alle dimissioni di Jean-Claude Juncker, rinunciando a farne l&rsquo;inizio di un diverso corso federale.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">Come capita a molti giochetti d&rsquo;enigmistica, la soluzione non &egrave; difficile, quando poi &egrave; svelata a tutti pare ovvia, ma non ci si arriva perch&eacute; si adotta un modello culturale, un modo di pensare sbagliato. Supporre di conservare il welfare state disfunzionale, scambiandolo per spesa indirizzata al bene dei cittadini, salvo poi volere dominare i mercati del mondo, esportando prodotti e importando risparmio altrui, &egrave; da dementi. Oppure da colonialisti, che, per&ograve;, hanno perso la voglia e la forza d&rsquo;essere tali.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">Quindi: non ci serve pi&ugrave; crescita indotta da ulteriore dilagare della mano pubblica, ma pi&ugrave; libert&agrave; portata da minore invasivit&agrave; statale; al tempo stesso ci servono pi&ugrave; investimenti pubblici, ma non alimentati dal gettito fiscale, bens&igrave; dalla vendita di un immenso e improduttivo patrimonio pubblico. L&rsquo;unico modo per far la fine dei greci consiste nel ripercorrerne tutti gli errori (consentendo all&rsquo;Unione Europea di perseverare nella pi&ugrave; sbagliata delle politiche). Chi crede che sia un fatto tecnico, chi non vede la natura politica di questa scelta, &egrave; naturale si dedichi al sacrificar selvaggina sugli altari mendaci, nella speranza che gli dei si plachino e consentano la fine della carestia.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">Davide Giacalone</span></span></p>
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        <published>2012-05-17T07:00:00Z</published>
        <updated>2012-05-17T07:00:00Z</updated>
        
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        <title type="html"><![CDATA[Riflessioni semiserie su un’Unione senza unità né equilibrio ]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  <p style="TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: small"><span style="FONT-FAMILY: Times New Roman"><strong><img id=il_fi style="PADDING-RIGHT: 8px; PADDING-BOTTOM: 8px; PADDING-TOP: 8px" height=440 alt="" src="http://manage.radiocittafujiko.bedita.net/files/a5/57/crisi_a55708b8061a8d62d04ad0d79276ff53/crisi-grecia1_600x_3e26c5225cd199b646cb878d3a18de2b.jpg" width=600></strong></span></span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: small"><span style="FONT-FAMILY: Times New Roman"><strong>Mentre le gemme sbocciano e i governi cadono</strong>, tutte le potenze europee si comportano allegramente secondo il proprio carattere nazionale. Nel bel mezzo di una grave crisi finanziaria, i francesi hanno appena eletto un socialista allo champagne, convinti da promesse di un’aliquota fiscale del 75 per cento sui redditi più elevati e dell’abbassamento dell’età pensionabile. Anche i greci sono reduci da una tornata elettorale in cui i partiti consolidati hanno ceduto il passo a un’accozzaglia di gruppi frammentati con il risultato che dovranno di nuovo recarsi alle urne. (...</span></span><span style="FONT-SIZE: small"><span style="FONT-FAMILY: Times New Roman">). Nel frattempo dalla Spagna, dove attualmente la disoccupazione giovanile si aggira intorno al 50 per cento, si leva il gemito malinconico del flamenco.</span></span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: small"><span style="FONT-FAMILY: Times New Roman"><strong>Poche ore dopo il mio arrivo a Londra</strong>, sento il seguente annuncio in treno: “Ci scusiamo per il ritardo nella partenza causato da un ritardo nell’arrivo di personale essenziale al servizio. [Tradotto: il conducente non si è svegliato in tempo]. Siamo tuttavia lieti di informare i clienti che il servizio della Metropolitana di Londra si sta svolgendo in modo quasi regolare”. E’ il “quasi” ad essere così intrinsecamente inglese. Tre giorni dopo, a Berlino, approdo finalmente all’Europa che funziona. Beh, fino a un certo punto. Come sempre, rimango esterrefatto da quanto il paese più ricco e di maggior successo dell’Unione europea sia dedito all’ozio. La pausa pranzo nel verdeggiante giardino del Café Einstein sulla Kurfürstenstrasse non dà segno di terminare neppure quando scoccano le 3 del pomeriggio. Ed è un giovedì. Lo sapevate che attualmente un tedesco medio lavora 1.000 ore in meno all’anno rispetto a un sudcoreano medio? Questo spiega perché quando andate in vacanza i tedeschi sono già lì, e quando tornate a casa loro rimangono.</span></span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: small"><span style="FONT-FAMILY: Times New Roman"><strong>Come è comprensibile, ormai molti investitori americani </strong>hanno dato l’Europa per persa. Dopo due anni della soap opera più noiosa del mondo (“Riuscirà Angela a trovare un’intesa con François, il nuovo arrivato? Mario sarà quello giusto dopo quel vecchio ipocrita di Silvio?”), sono giunti alla conclusione che è solo una questione di tempo prima che l’intera zona euro coli a picco, con la Grecia nel ruolo della Lehman Brothers. Nel frattempo a Berlino stanno ancora parlando di “guadagnare tempo”. Ciò che intendono è che se la Banca centrale europea continuerà a stampare denaro, prestandolo alle deboli banche dell’area mediterranea in modo che loro possano acquistare i bond dei deboli governi del Mediterraneo, alla fine tutto si sistemerà. Si tratta di un’illusione.&nbsp; Le economie dei paesi dell’Europa meridionale sono in condizioni disastrose, paragonabili a quelle della Grande depressione. E’ vero, non hanno più a disposizione l’opzione keynesiana per darsi ai finanziamenti in disavanzo; i loro debiti sono già troppo elevati. Ma la ricetta tedesca basata su sensibili aumenti fiscali e tagli alle spese in un’ottica di austerità, malgrado la recessione, sta perdendo di settimana in settimana credibilità politica.</span></span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: small"><span style="FONT-FAMILY: Times New Roman"><strong>All’improvviso non è più così difficile</strong> immaginare un politico greco che decida di puntare sull’uscita dalla zona euro, ripristinando la dracma e lasciando che una drastica svalutazione faccia il suo corso. All’improvviso non è più così difficile immaginarne le devastanti conseguenze, con gli investitori che si pongono l’ovvia domanda: “Se loro possono andarsene, chi saranno i prossimi”? Come ha sottolineato Thomas Sargent, premio Nobel per l’Economia dello scorso anno, nel suo illuminante discorso di accettazione, oggi l’Europa si trova grosso modo al punto in cui erano gli Stati Uniti tra gli articoli della Confederazione del 1781 e la Costituzione nella sua forma attuale, che li ha sostituiti nel 1789. Ciò di cui abbiamo disperatamente bisogno è un Alexander Hamilton, pronto a trasferire la totalità o una parte dei debiti dei singoli stati nel bilancio federale. Quello che dobbiamo assolutamente fare è riconoscere che l’attuale struttura confederale dell’Europa è incompatibile con l’unione monetaria istituita nel 1999.</span></span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: small"><span style="FONT-FAMILY: Times New Roman"><strong>La soluzione esiste. </strong>A partire da novembre dello scorso anno, la Commissione europea è stata attivamente impegnata nel cercare di capire come creare degli “stability bond” che porrebbero l’intera fiducia e il credito dell’Ue (vale a dire della Germania) a sostegno di almeno una parte dei debiti nazionali degli stati membri. Considerati singolarmente, alcuni di questi debiti sono di un’entità oltre ogni speranza. Presi nel loro insieme e messi a confronto con il pil totale della zona euro, sono gestibili.&nbsp; A intralciare la strada non sono il socialismo francese o il populismo greco. E’ semplicemente la compiacenza tedesca. A Berlino si vive bene. A Monaco, capitale della macchina manifatturiera tedesca, si vive ancor meglio.</span></span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: small"><span style="FONT-FAMILY: Times New Roman"><strong>Qualcuno dovrebbe cercare di spiegare al bavarese medio</strong> seduto al suo solito tavolo a bere birra perché dovrebbe essere disposto a finanziare un trasferimento annuo ai paesi del Mediterraneo pari all’8 per cento del pil tedesco. Provateci voi se siete capaci. Perché a questo punto arriva il colpo di scena nel mio racconto sul carattere nazionale. Per due generazioni i tedeschi hanno cercato in tutti i modi, con la forza, di sopraffare l’Europa. E oggi, che potrebbero farlo in modo del tutto pacifico, non gliene importa nulla.</span></span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: small"><span style="FONT-FAMILY: Times New Roman">Niall Ferguson Il Foglio</span></span></p>
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        <published>2012-05-16T20:00:00Z</published>
        <updated>2012-05-16T20:00:00Z</updated>
        
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        <title type="html"><![CDATA[Tecnocrati europei e famiglie greche]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  <p align=justify><font face="Times New Roman" size=3>&nbsp;<img class="size-large wp-image-40657" height=300 alt="Una manifestazione davanti al ministero dell'economia greco (Credits:EPA/ALEXANDROS BELTES)" src="http://blog.panorama.it/economia/files/2012/05/proteste-grecia-large.jpg" width=500></font></p>
<p class="t2 t2lh" align=justify><font face="Times New Roman" size=3>Solo i tecnocrati di Bruxelles e di Francoforte che non hanno mai visto da vicino una famiglia normale, che non sanno che cosa si fa in un laboratorio artigianale e nemmeno in una fabbrica; che, fino a un certo punto della loro vita, erano impegnati a prendere dei master studiando su libri scritti da gente simile a loro (solo più vecchia) e che, dopo quel punto, si sono immersi negli acquari altoburocratici popolati da computer collegati con modelli matematici considerati esaurienti perché elaborati da gente come loro e che quindi ragionano come loro in un rapporto di consanguineità con esiti devastanti, solo i tecnocratici di Bruxelles e di Francoforte, dicevo, potevano pensare di fare entrare la Grecia nell'euro.&nbsp;<br><br></p></font>
<p align=justify><font face="Times New Roman" size=3>E poi, terrorizzati dalle difficoltà di staccare, da una comunità di 329 milioni di persone ad alto reddito, un paese da 11 milioni di abitanti a basso pil pro capite, si ostinano a tenere dentro l'area euro un paese che proprio non ce la fa a restarci. E, anziché studiare una via di uscita, con un calendario relativo e mezzi adeguati, cercano di tenere in vita un rapporto monetario con l'encefalogramma piatto, versando, nel serbatoio pubblico greco, che è clamorosamente bucato, imponenti quantità di risorse comunitarie che sono inevitabilmente subito disperse. Il fatto che le recenti elezioni politiche greche non siano servite a formare un governo e che quindi la Grecia sia stata costretta a indire nuove elezioni (che, ai fini della governabilità efficace, andranno ancora peggio di prima) dimostra che la Grecia, che è troppo a lungo vissuta al di sopra dei propri mezzi con imbrogli di ogni tipo, non ce la fa a rientrare nei ranghi. Non è che i greci non vogliano fare i sacrifici necessari. È che, a moneta costante, non ce la fanno proprio a farne di più di quanti ne stanno facendo. D'altra parte, come volete che risponda un operaio che prende 700 euro al mese, quando si sente dire che il suo sacrificio non basta ancora? E come volete che, irrazionalmente certo, rispondano i greci (quelli veri, in carne e ossa, non quelli che sono rappresentati dagli istogrammi colorati) quando queste prediche (in teoria giuste) gliele fa la Germania? Il minimo che possano pensare è che la Germania che non è riuscita a sottomettere la Grecia con le armi, adesso tenta di farcela con la moneta cosiddetta comune. Purtroppo possono essere mandati a casa, con le elezioni, i politici. Mentre gli eurocrati super pagati che hanno fatto (o non impedito) il disastro, quelli, sono inamovibili. </font></p>
<p class="t2 t2lh" align=justify><font face="Times New Roman" size=3>Pierluigi Magnaschi Italia Oggi</font></p>
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        <published>2012-05-16T17:00:00Z</published>
        <updated>2012-05-16T17:00:00Z</updated>
        
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        <title type="html"><![CDATA[Sogni erotici: il significato dei più comuni]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  <p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman"><strong><img id="il_fi" src="http://www.eromance.com/assets/images/articles/article/article95.jpg" style="padding-bottom: 8px; width: 298px; padding-right: 8px; height: 184px; padding-top: 8px" alt="" /></strong></span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman"><strong>Tutti facciamo sogni erotici</strong>. E se qualcuno se ne vergogna, perch&eacute; magari sogna di fare sesso con una persona diversa dal proprio <strong>partner</strong>, sbaglia di grosso. Tali sogni, infatti, non nascondono necessariamente il <strong>desiderio</strong> <strong>celato</strong> nei confronti del protagonista dei nostri sogni a<strong> luci rosse</strong>, n&eacute; vanno intesi come un campanello d'allarme che ci avvisa che la nostra <strong>relazione</strong> &egrave; in crisi. Vediamo allora insieme qual &egrave; il significato che sta dietro ai sogni erotici pi&ugrave; comuni.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman"><strong>- Fare sesso in pubblico</strong><br />
Questo &egrave; un <strong>sogno </strong>pi&ugrave; <strong>frequente</strong> nell'uomo che nella donna. E' gratificante perch&eacute; nell'uomo si crea l'illusione di poter mostrare pubblicamente le proprie <strong>virt&ugrave; amatorie</strong> in pubblico. E' anche un sogno <strong>liberatorio</strong>, che induce a liberarsi del tab&ugrave; di fare sesso solo nell'intimit&agrave; della propria casa;</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman"><strong>- Fare sesso con una persona sconosciuta</strong><br />
Questo &egrave; un sogno che appartiene indistintamente sia ad <strong>uomini</strong> che a <strong>donne</strong>. E' generalmente il tipo di sogno che si fa quando non si ha voglia di avere una <strong>relazione stabile </strong>ed il nostro inconscio ce lo comunica cos&igrave;;</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman"><strong>- Fare sesso con un collega di lavoro</strong><br />
Anche in questo caso parliamo di un sogno che fanno sia uomini che donne. Non &egrave; necessariamente indice di desiderio nei confronti del proprio <strong>partner</strong> di <strong>lavoro</strong>. E' pi&ugrave; probabile che questo sogno indichi, invece, il desiderio di rompere la <strong>routine</strong> e rivitalizzare qualcosa di <strong>noioso</strong> come, appunto, il vedersi quotidianamente e condividere ore di lavoro;</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman"><strong>- Sesso di gruppo</strong><br />
Sognare di condividere il proprio partner nella vita con altri &egrave; un sogno che molti uomini trovano eccitante. Generalmente gli uomini che fanno questo sogno <strong>controllano</strong> la <strong>situazione</strong> e non la subiscono, e gestiscono il tradimento voluto;</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman"><span style="font-weight: bold">- Fare sesso con l'ex</span></span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">Se si sogna di fare sesso con l'<strong>ex</strong> &egrave; molto probabile che vi siano delle <strong>questioni irrisolte</strong> da affrontare. Pu&ograve; essere che si faccia questo tipo di sogno quando la <strong>relazione</strong> attuale langue ed &egrave; diventata noiosa ed abitudinaria.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman"><strong>-&nbsp; Fare un sogno omosessuale</strong><br />
Non si &egrave; <strong>omosessuali</strong> solo perch&eacute; si sogna di avere un rapporto con una persona del nostro stesso sesso. Generalmente questi sogni indicano la <strong>celebrazione</strong> di qualche <strong>evento</strong> di natura materna o paterna;</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman"><strong>- Sesso con il partner&nbsp; del/della migliore amico/a</strong><br />
Se fate questo sogno si pu&ograve; supporre che il <strong>protagonista</strong> trovi in quella persona caratteristiche desiderate anche nel proprio partner. Non sono per&ograve; necessariamente caratteristiche legate alla <strong>sessualit&agrave;</strong>.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman"><strong>That's Amore</strong></span></span></p>
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        <published>2012-05-16T14:00:00Z</published>
        <updated>2012-05-16T14:00:00Z</updated>
        
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        <title type="html"><![CDATA[Fini: ha scaricato nel cesso almeno tre milioni di italiani]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  <p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman"><img id="il_fi" src="http://blog.panorama.it/italia/files/2010/12/fini-large.jpg" width="500" height="300" style="padding-bottom: 8px; padding-right: 8px; padding-top: 8px" alt="" /></span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">L'ultima volta che ho incrociato lo sguardo di Gianfranco Fini &egrave; stato a un semaforo. Io aspettavo l'autobus e lui era nella sua auto blu, sulla corsia interna di via Gregorio VII, a Roma. Ci siamo guardati un istante. Giusto il tempo di riconoscerci reciprocamente (cos&igrave;, almeno, spero, perch&eacute; forse l'ho riconosciuto solo io, non riconoscendo nulla di ci&ograve; che era stato lui). Era stato, lui, quanto di peggio la destra potesse essere in un'Italia attardata negli anni 70 del secolo scorso. Era banale e normale.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">Non capiva la Voce della fogna. Non sapeva neppure chi fosse Alain de Benoist. Non apriva un libro e predicava il Fascismo del Duemila. Diocenescampi quant'era ordinario Fini, specie in tema di fascismo (a proposito: i ragazzi di CasaPound, oggi, sbagliano con &quot;fascismo del Terzo millennio&quot;, rischiano di restare nel solco di Fini).</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">E se fosse utile scovare le stupidaggini ideologiche, in quel leader - cos&igrave; incrostato di destrismo, dove tutto il cascame della propaganda piccolo-borghese vi faceva alloggio - basterebbe svelarne la biografia: dalle simpatie per i regimi sudamericani alle gite da Saddam Hussein, fino ad arrivare alla campagna contro gli immigrati. Lo ricordo come fosse oggi, cos&igrave; comiziava a Montesilvano: &quot;Devono imparare l'uso del sapone&quot;.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">Era il civilizzatore, dopo di che, certo, tutto si aggiusta. A maggior ragione si aggiustano le biografie. Ed &egrave; cambiato, Fini. Ha cominciato a non farsi riconoscere pi&ugrave; parlando la lingua sofisticata di quelli che erano stati i suoi avversari interni. Quando si far&agrave; la storia della Destra in Italia verr&agrave; fuori tutto un mondo interessante, quello degli antifiniani, quello di Flavia Perina, di Umberto Croppi, di Fabio Granata e di Tomaso Staiti di Cuddia.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">Discendevano da radici importanti che erano i Pino Rauti, i Pino Romualdi, i Beppe Niccolai, e che erano tre diversi modi di buttarsi alle spalle il fascismo, quello di Rauti era &quot;lo sfondamento a sinistra&quot;, quello di Romualdi era il conservatorismo e quello di Niccolai, invece, era il socialismo tricolore.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">Si cambia e Fini, per dire, non poteva accettare uno come Romualdi che, pur essendo stato vicesegretario del Partito fascista a Sal&ograve;, odiava il nostalgismo. Romualdi, raffinato e cosmopolita, spiegava sempre, non senza quella sua bella parlata predappiese: &quot;Dopo il fascismo, sono i cretini che se ne vanno a fare i fascisti&quot;. Fu anche il promotore &quot;dell'idea occidentale&quot;, Romualdi.</span></span></p>
<p jquery1337147554537="6" style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">E Beppe Niccolai, il pisano, predicava un'Italia dove ai missini doveva essere dato il compito di difendere Adriano Sofri dalle accuse di assassinio e dove perfino Piazzale Loreto potesse finalmente trasfigurarsi, nella memoria, in un atto d'amore...</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">Nulla di tutto ci&ograve; era in Gianfranco Fini, scelto da Giorgio Almirante, imposto in luogo di una figura straordinaria qual &egrave; Marco Tarchi, destinato a cambiare anche grazie a tutte quelle personalit&agrave; - Granata, Croppi, Perina, Staiti oggi non pi&ugrave; - un tempo irriducibilmente avversarie, quando in quello sfilacciarsi degli anni 70 e poi ancora negli anni 80, Fini restava l'Italiano in Lebole. Ed &egrave; cambiato, Fini. E' stato anche un bravo ministro degli Esteri (niente a che vedere con Franco Frattini o, peggio, con l'attuale ministro). Aveva un ruolo alla Farnesina, era calato nella parte, e aveva un ottimo collaboratore, ovvero Salvatore Sottile che non &egrave; quello delle donne, suvvia, lo sapete bene. Lui, Salvo, &egrave; piuttosto quello che ha pagato un prezzo ingiusto senza mai chiedere di essere ripagato.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">Ecco, forse ci ha messo un carico di buona fede, Fini. Lo voglio credere mentre se ne va via con la sua macchina, immagino reduce dalla sua nuova dimora di Val Cannuta. E per&ograve; devo confessarlo che mi &egrave; venuto difficile scrivere questo pezzo perch&eacute;, insomma, tutto s'&egrave; consumato mentre l'ho riconosciuto dietro quel vetro.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">E il suo modo di buttarsi alle spalle una storia &egrave; stato certo il peggiore di tutti i modi. L'antifascismo non &egrave; omeopatia, &egrave; un veleno. Altrettanto quanto pu&ograve; esserlo, giusta caricatura berlusconiana, l'anticomunismo. Praticare l'antifascismo oggi &egrave; un rinfocolare una guerra civile che gli italiani avevano gi&agrave; conclusa nel 1971, nell'anno della vittoria elettorale del Msi in Sicilia. Avrei voluto dirglielo se fosse durato ancora un minuto il semaforo rosso.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">E' cambiato, certo, ma come i parvenu che ragliano al cielo la propria festosa mutazione, continua a cambiare fino a diventare uno scarto di Pier Ferdinando Casini. E ha gettato nel cesso della storia un mondo fatto di almeno tre milioni di italiani. E' riuscito, lui, con le sue cravatte sbagliate, a distruggere un partito - un ambiente, una comunit&agrave; - che da Bolzano a Trapani aveva superato le persecuzioni, l'ostracismo e l'indifferenza.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">L'altra domanda, quella che magari riesco a recapitargli con queste righe, &egrave; questa: &quot;Segretario, lo hai fatto un bilancio?&quot;. Sicuramente s&igrave;, l'avr&agrave; fatto. E si sar&agrave; detto, sottovoce, di aver perso l'asino con tutte le carrube. Avr&agrave; fatto mente locale e capito - una volta per tutte - di non avere la stima e il rispetto di tre milioni scaricati nelle fogne. E si sar&agrave; aggiustata, ben annodata al collo, la sua cravatta il cui colore &egrave; quello del cane in fuga, bandiera di un'ambizione stritolata.</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">Pietrangelo Buttafuoco Il Foglio</span></span></p>
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        <published>2012-05-16T10:00:00Z</published>
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        <title type="html"><![CDATA[UE: le menzogne nel 1990,  la realtà nel 2012]]></title>
        <summary type="html">
          <![CDATA[
		  <p>&nbsp;</p>
<p><img id="il_fi" src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/tasse.jpg" width="468" height="318" style="padding-bottom: 8px; padding-right: 8px; padding-top: 8px" alt="" />
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-collapse: collapse; border-top: medium none; border-right: medium none">
    <tbody>
        <tr>
            <td valign="top" width="326" style="border-bottom: #ece9d8; border-left: #ece9d8; padding-bottom: 0cm; background-color: transparent; padding-left: 5.4pt; width: 244.45pt; padding-right: 5.4pt; border-top: #ece9d8; border-right: #ece9d8; padding-top: 0cm">
            <div style="line-height: normal">&nbsp;</div>
            <div style="line-height: normal"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman"><strong>1990</strong></span></span></div>
            </td>
            <td valign="top" width="326" style="border-bottom: #ece9d8; border-left: #ece9d8; padding-bottom: 0cm; background-color: transparent; padding-left: 5.4pt; width: 244.45pt; padding-right: 5.4pt; border-top: #ece9d8; border-right: #ece9d8; padding-top: 0cm">
            <div style="line-height: normal">&nbsp;</div>
            <div style="line-height: normal"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman"><strong>2012</strong></span></span></div>
            </td>
        </tr>
        <tr>
            <td valign="top" width="326" style="border-bottom: #ece9d8; border-left: #ece9d8; padding-bottom: 0cm; background-color: transparent; padding-left: 5.4pt; width: 244.45pt; padding-right: 5.4pt; border-top: #ece9d8; border-right: #ece9d8; padding-top: 0cm">
            <div style="line-height: normal"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman"><strong>Entrare in Europa significava:</strong></span></span></div>
            </td>
            <td valign="top" width="326" style="border-bottom: #ece9d8; border-left: #ece9d8; padding-bottom: 0cm; background-color: transparent; padding-left: 5.4pt; width: 244.45pt; padding-right: 5.4pt; border-top: #ece9d8; border-right: #ece9d8; padding-top: 0cm">
            <div style="line-height: normal"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman"><strong>Ora che siamo entrati in Europa:</strong></span></span></div>
            </td>
        </tr>
        <tr>
            <td valign="top" width="326" style="border-bottom: #ece9d8; border-left: #ece9d8; padding-bottom: 0cm; background-color: transparent; padding-left: 5.4pt; width: 244.45pt; padding-right: 5.4pt; border-top: #ece9d8; border-right: #ece9d8; padding-top: 0cm">
            <div style="line-height: normal; text-indent: -7.1pt; margin: 0cm 0cm 0pt 7.1pt"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">-&nbsp;Pagare meno tasse;</span></span></div>
            </td>
            <td valign="top" width="326" style="border-bottom: #ece9d8; border-left: #ece9d8; padding-bottom: 0cm; background-color: transparent; padding-left: 5.4pt; width: 244.45pt; padding-right: 5.4pt; border-top: #ece9d8; border-right: #ece9d8; padding-top: 0cm">
            <div style="line-height: normal; text-indent: -7.05pt; margin: 0cm 0cm 0pt 10.7pt"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">-&nbsp;Paghiamo pi&ugrave; tasse;</span></span></div>
            </td>
        </tr>
        <tr>
            <td valign="top" width="326" style="border-bottom: #ece9d8; border-left: #ece9d8; padding-bottom: 0cm; background-color: transparent; padding-left: 5.4pt; width: 244.45pt; padding-right: 5.4pt; border-top: #ece9d8; border-right: #ece9d8; padding-top: 0cm">
            <div style="line-height: normal; text-indent: -7.65pt; margin: 0cm 0cm 0pt 7.1pt"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">-<span style="font: 7pt 'Times New Roman'">&nbsp;&nbsp; </span>Lavorare 36 ore ed essere remunerati per 40;</span></span></div>
            </td>
            <td valign="top" width="326" style="border-bottom: #ece9d8; border-left: #ece9d8; padding-bottom: 0cm; background-color: transparent; padding-left: 5.4pt; width: 244.45pt; padding-right: 5.4pt; border-top: #ece9d8; border-right: #ece9d8; padding-top: 0cm">
            <div style="line-height: normal; text-indent: -11.1pt; margin: 0cm 0cm 0pt 10.7pt"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">-<span style="font: 7pt 'Times New Roman'">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span>Vogliono farci lavorare 80 ore e retribuirle come se ne facessimo 40;</span></span></div>
            </td>
        </tr>
        <tr>
            <td valign="top" width="326" style="border-bottom: #ece9d8; border-left: #ece9d8; padding-bottom: 0cm; background-color: transparent; padding-left: 5.4pt; width: 244.45pt; padding-right: 5.4pt; border-top: #ece9d8; border-right: #ece9d8; padding-top: 0cm">
            <div style="line-height: normal; text-indent: -7.65pt; margin: 0cm 0cm 0pt 7.1pt"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">-<span style="font: 7pt 'Times New Roman'">&nbsp;&nbsp; </span>Pagare meno l&rsquo;assicurazione auto;</span></span></div>
            </td>
            <td valign="top" width="326" style="border-bottom: #ece9d8; border-left: #ece9d8; padding-bottom: 0cm; background-color: transparent; padding-left: 5.4pt; width: 244.45pt; padding-right: 5.4pt; border-top: #ece9d8; border-right: #ece9d8; padding-top: 0cm">
            <div style="line-height: normal; text-indent: -11.1pt; margin: 0cm 0cm 0pt 10.7pt"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">-<span style="font: 7pt 'Times New Roman'">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span>Le assicurazioni auto sono aumentate del 100%;</span></span></div>
            </td>
        </tr>
        <tr>
            <td valign="top" width="326" style="border-bottom: #ece9d8; border-left: #ece9d8; padding-bottom: 0cm; background-color: transparent; padding-left: 5.4pt; width: 244.45pt; padding-right: 5.4pt; border-top: #ece9d8; border-right: #ece9d8; padding-top: 0cm">
            <div style="line-height: normal; text-indent: -7.65pt; margin: 0cm 0cm 0pt 7.1pt"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">-<span style="font: 7pt 'Times New Roman'">&nbsp;&nbsp; </span>Allineare tariffe ai paesi europei;</span></span></div>
            </td>
            <td valign="top" width="326" style="border-bottom: #ece9d8; border-left: #ece9d8; padding-bottom: 0cm; background-color: transparent; padding-left: 5.4pt; width: 244.45pt; padding-right: 5.4pt; border-top: #ece9d8; border-right: #ece9d8; padding-top: 0cm">
            <div style="line-height: normal; text-indent: -11.1pt; margin: 0cm 0cm 0pt 10.7pt"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">-<span style="font: 7pt 'Times New Roman'">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span>Tariffe, servizi e generi di prima necessit&agrave; sono aumentati, anche del 100%;</span></span></div>
            </td>
        </tr>
        <tr>
            <td valign="top" width="326" style="border-bottom: #ece9d8; border-left: #ece9d8; padding-bottom: 0cm; background-color: transparent; padding-left: 5.4pt; width: 244.45pt; padding-right: 5.4pt; border-top: #ece9d8; border-right: #ece9d8; padding-top: 0cm">
            <div style="line-height: normal; text-indent: -7.65pt; margin: 0cm 0cm 0pt 7.1pt"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">-<span style="font: 7pt 'Times New Roman'">&nbsp;&nbsp; </span>Allineare gli stipendi e le pensioni al tenore di vita europeo:</span></span></div>
            </td>
            <td valign="top" width="326" style="border-bottom: #ece9d8; border-left: #ece9d8; padding-bottom: 0cm; background-color: transparent; padding-left: 5.4pt; width: 244.45pt; padding-right: 5.4pt; border-top: #ece9d8; border-right: #ece9d8; padding-top: 0cm">
            <div style="line-height: normal; text-indent: -11.1pt; margin: 0cm 0cm 0pt 10.7pt"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">-<span style="font: 7pt 'Times New Roman'">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span>Stipendi e pensioni sono diminuiti;</span></span></div>
            </td>
        </tr>
        <tr>
            <td valign="top" width="326" style="border-bottom: #ece9d8; border-left: #ece9d8; padding-bottom: 0cm; background-color: transparent; padding-left: 5.4pt; width: 244.45pt; padding-right: 5.4pt; border-top: #ece9d8; border-right: #ece9d8; padding-top: 0cm">
            <div style="line-height: normal; text-indent: -7.65pt; margin: 0cm 0cm 0pt 7.1pt"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">-<span style="font: 7pt 'Times New Roman'">&nbsp;&nbsp; </span>Maggiori opportunit&agrave; di lavoro.</span></span></div>
            </td>
            <td valign="top" width="326" style="border-bottom: #ece9d8; border-left: #ece9d8; padding-bottom: 0cm; background-color: transparent; padding-left: 5.4pt; width: 244.45pt; padding-right: 5.4pt; border-top: #ece9d8; border-right: #ece9d8; padding-top: 0cm">
            <div style="line-height: normal; text-indent: -11.1pt; margin: 0cm 0cm 0pt 10.7pt"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">-<span style="font: 7pt 'Times New Roman'">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span>La disoccupazione &egrave; aumentata.</span></span></div>
            </td>
        </tr>
        <tr>
            <td valign="top" width="326" style="border-bottom: #ece9d8; border-left: #ece9d8; padding-bottom: 0cm; background-color: transparent; padding-left: 5.4pt; width: 244.45pt; padding-right: 5.4pt; border-top: #ece9d8; border-right: #ece9d8; padding-top: 0cm">
            <div style="line-height: normal">&nbsp;</div>
            <div style="line-height: normal"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">Ma, per poterne fare parte bisognava fare un sacrificio: </span><strong><span style="font-family: Times New Roman">pagare pi&ugrave; tasse</span></strong></span></div>
            </td>
            <td valign="top" width="326" style="border-bottom: #ece9d8; border-left: #ece9d8; padding-bottom: 0cm; background-color: transparent; padding-left: 5.4pt; width: 244.45pt; padding-right: 5.4pt; border-top: #ece9d8; border-right: #ece9d8; padding-top: 0cm">
            <div style="line-height: normal">&nbsp;</div>
            <div style="line-height: normal"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">Ma, per poter continuare a farne parte bisogna fare un sacrificio: </span><strong><span style="font-family: Times New Roman">pagare pi&ugrave; tasse</span></strong></span></div>
            </td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
</p>
<div style="margin: 0cm 0cm 10pt"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">&nbsp;</span></span></div>
<div style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 10pt"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">Dopo 12 anni di menzogne, la realt&agrave; si presenta molto pi&ugrave; amara per gli italiani, solo su un aspetto i nostri governanti sono stati di parola: i sacrifici per i cittadini, sotto la solita odiosa veste di tasse, sempre pi&ugrave; pesanti.</span></span></div>
<div style="margin: 0cm 0cm 10pt"><span style="font-size: small"><span style="font-family: Times New Roman">Hurricane 53 da Jonathan</span></span></div>
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        <published>2012-05-16T07:00:00Z</published>
        <updated>2012-05-16T07:00:00Z</updated>
        
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